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Europa League, Inter fuori, ma a testa alta

15.03.2013 10:13

Si dice che il PD sia stato l'unico partito a perdere le elezioni pur vincendo. Da oggi purtroppo, anche l'Inter gli è idealmente vicino. Non basta fare quattro gol al Totthenam, non basta sovvertire ogni pronostico e ribaltare il risultato dell'andata. L'unica sbavatura difensiva, l'unico dettaglio, manda all'aria tutto ciò che di buono era stato costruito in casa. Allo stesso modo però, sono queste le gare che ti fanno riscorrere il sangue nelle vene, te lo fanno pompare forte e rianimare il cuore nerazzurro che c'è in tutti noi. Guai a criticare l'Inter scesa in campo quest'oggi. Meritano solo applausi questi ragazzi che, finalmente per una volta, hanno gettato il cuore oltre l'ostacolo. Si è visto lo spirito guerriero. Si è vista la voglia di dimostrare a tutti che forse, senza gli infortuni che ci hanno falcidiato, la stagione sino a questo momento sarebbe andata diversamente. Fai il primo gol e dici 'dai uno si sapeva che lo avremmo fatto',fai il secondo e pensi 'però ancora 40 minuti chissà...',fai il terzo e ne hai la conferma 'questi qua allora hanno le palle'. Lo capisci da come entrano in campo. Non molli e lascivi come le altre volte. Belli cazzuti, grintosi. Ribadisco: con gli attributi in bella vista. Per una volta i coglioni sono in campo e non in senso figurato. Questo spirito ti permette di arrivare ai supplementari. Dentro sai che non ne hanno più, che in campo ogni goccia di sudore è stata spesa. Ma l'Inter è cosi. Bella e pazza e può regalarti emozioni quando meno te lo aspetti. E' bastato un dettaglio però, uno piccolissimo per far segnare il loro uomo peggiore. Quell'Adebayor che più passano gli anni e meno ti spieghi come abbia fatto a giocare nelle migliori squadre d'Europa. Servono due gol per passare il turno, ormai sei nei tempi di recupero, potresti fermarti e pensare alla gara di Domenica contro la Samp. Invece no. Ce la devi fare, non puoi dimostrare a tutti di essere una bella opera incompiuta. E cosi arriva anche il gol di Alvarez. Dopo quello purtroppo tante occasioni confuse e un risultato che non cambia. Un 4 a 1 che nonostante la eliminazione dall'Europa League, ha un suo significato. Un significato da Inter. Anche in questo siamo unici: segniamo tanti gol quanti gli avversari ma usciamo ugualmente dalla Coppa.

A TESTA ALTISSIMA. Nonostante quattro gol presi in casa del peggior Barcellona degli ultimi cinque anni, c'era qualcuno, giornalista o sedicente tale, che presentava al pubblico statistiche personalissime, basate sul nulla, secondo cui sarebbe l'Inter e non il Milan il club che si è fatto rimontare più volte nella storia. Ecco che i nerazzurri, alla prima occasione utile, gli danno la 'sveglia' e ne segnano quattro a una delle squadre inglesi più in palla del momento. Questo significa uscire a testa alta. Anzi, altissima. Qualche rimpianto ce l'hai dopo una gara del genere. Ma per una volta c'è la voglia forse di godersi i novanta minuti senza pensare a quello che è stato e a quello che sarà. Ora ricarichiamo le batterie e buttiamoci a capofitto sulla gara di Genova. Proviamo a vincere anche in trasferta come si faceva a inizio stagione. Invertiamo il trend e dimostriamo che questi sono tutto meno che finiti.

APPLAUSI. Bravi tutti. Non ti fa arrabbiare nessuno oggi. Sarebbe troppo facile elogiare Cassano o Kovacic in questa giornata, perciò sposto l'attenzione su due che ho spesso, ma con ovvie ragioni, criticato: Jonathan e Gargano. La dimostrazione che quando non hai i piedi, ma ci metti il cuore, qualcosa di buono ne esce. Il terzino brasiliano non sbaglia un intervento, qualche volta decide di offendere, è preciso addirittura nelle diagonali. Perde un unico pallone al 57' e poi più nulla. Perchè aspettare due anni per mostrare di saper fare qualcosa? Non sarà mai come Maicon, ma meglio di un Gresko qualunque.

Inter-Tottenham, Chivu: “La verità sulle accuse a Stramaccioni”

14.03.2013 10:21

Il difensore rumeno: "Il mister sta facendo un gran lavoro: domani proveremo a vincere"

Oltre a Stramaccioni, in conferenza stampa si è presentato anche Chivu per la gara di domani contro il Tottenham,valevole per il ritorno degli ottavi di Europa League: “Le mie parole di ieri? E’ stata una frase mia presa dal contesto – spiega -. Mi sento in debito e voglio chiarire, perché è passato che la squadra e io in particolare fossi contro l’allenatore e non è vero. Ho detto che l’allenatore sta facendo bene il suo lavoro e non è stato riportato dai giornali – precisa -. Ho fatto un’intervista onesta e sincera: ho detto che c’è da lavorare e che l’allenatore sta facendo un grande lavoro; e che alla resa dei conti si capirà che ha fatto bene. Rimonta? C’è fiducia in quello che possiamo e dobbiamo fare domani – aggiunge -. Ogni partita è una storia a sè, siamo consapevoli di avere 90 minuti per fare una partita importante e fare quello di cui l’Inter ha bisogno, ossia vincere. Serve per ritrovare coraggio, che abbiamo un po’ perso. Le responsabilità non sono solo dell’allenatore ma anche dei giocatori: tutti dobbiamo remare dalla stessa parte per ottenere quello di cui la società ha bisogno. Se dovessimo rimontare sarebbe fondamentale per l’autostima, cerchiamo da tempo un punto per ripartire”, ha concluso.

Fonte: interlive.it

Europa League, Inter-Tottenham: le probabili formazioni

14.03.2013 10:11

Ritorno degli ottavi: rebus a centrocampo e in attacco per i nerazzurri

Remuntada? Perlomeno una speranza. Di vittoria, anzitutto. Perché l’Inter, con un piede e mezzo fuori dall’Europa League dopo il 3-0 patito a Londra, dovrà cercare quantomeno di onorare la manifestazione, sia perché gioca davanti al proprio pubblico, sia perché è chiamata a uscire da un momento assai burrascoso. Stramaccioni, come dichiarato ieri in conferenza stampa (rileggi qui), sarebbe persino disposto a pagare pur di ottenere un insperato ribaltone: il tecnico nerazzurro è alle prese con qualche e solito dubbio di formazione. Possibile lo strano e atipico tridente davanti: Guarin, il recuperato Alvarez, e uno tra Cassano e Palacio. Favorito il ‘Trenza’, anche perché si dovrà far gol. A centrocampo, Kovacic (forse da ‘regista’), l’unico certo di un posto; corsa a tre, per gli altri due a disposizione, tra Cambiasso, Benassi e Gargano. Quattro dietro: Chivu e Juan Jesus i centrali, Jonathan a destra, Zanetti a sinistra, al posto dello squalificato Pereira. Il Tottenham di Villas Boas non farà grandi cambiamenti rispetto all’andata: Holtby il favorito per sostituire il grande assente (motivo squalifica) Gareth Bale, assoluto protagonista nel 3-0 dell’andata.

Ecco le probabili formazioni:

INTER (4-3-3): Handanovic; Jonathan, Chivu, Juan Jesus, Zanetti; Benassi, Kovacic, Cambiasso; Alvarez, Palacio, Guarin. Panchina: Belec, Ranocchia, Pasa, Mbaye, Gargano, Belloni, Cassano. Allenatore: Stramaccioni.

TOTTENHAM (4-2-3-1): Friedel; Walker, Gallas, Vertonghen, Assou-Ekotto; Livermore, Parker; Holtby, Dembelé, Sigurdsson; Defoe. Panchina: Lloris, Naughton, Dauwson, Caulker, Lennon, Huddlestone, Adebayor. Allenatore: Villas Boas.

ARBITRO: Bebek (Croazia)

Fonte: interlive.it

Inter-Tottenham: 20 convocati

13.03.2013 18:11

Tre portieri, sei difensori, sette centrocampisti e quattro attaccanti disponibili per la gara di domani sera.

APPIANO GENTILE - Sono 20 i giocatori convocati da Andrea Stramaccioni per Inter-Tottenham, gara valida per il ritorno degli ottavi di finale della Uefa Europa League in programma domani giovedì 14 marzo allo stadio "Giuseppe Meazza" (ore 19).

Portieri: 1 Samir Handanovic, 27 Vid Belec, 77 Raffaele Di Gennaro;

Difensori: 23 Andrea Ranocchia, 26 Cristian Chivu, 28 Simone Pasa, 33 Ibrahima Mbaye, 40 Juan Jesus, 42 Jonathan;

Centrocampisti: 4 Javier Zanetti, 11 Ricky Alvarez, 14 Fredy Guarin, 19 Esteban Cambiasso, 21 Walter Gargano, 24 Marco Benassi, 29 Mateo Kovacic;

Attaccanti: 8 Rodrigo Palacio, 99 Antonio Cassano, 47 Matteo Colombi, 60 Niccolò Belloni.

Fonte: inter.it

Strama: “Contro il Tottenham per vincere! Non mi sento all’ultima spiaggia ed il presidente…”

13.03.2013 16:20

“Sappiamo tutti l’importanza delle restanti dieci partite di campionato, ma adesso la nostra testa è a domani sera. Vogliamo tutti fare bene, poi da venerdì penseremo al campionato che per noi è importante. Dobbiamo far bene e vincere davanti ai tifosi, per la qualificazione ci servirà fortuna” si presenta così Andrea Stramaccioni nella conferenza stampa alla vigilia di Inter-Tottenham, incontro valevole per il ritorno degli ottavi di Europa League. L’allenatore nerazzurro, poi, prosegue: “ Sappiamo la nostra situazione in Europa League. Abbiamo intenzione di onorarla e di fare bene. Vediamo come si mette la partita, veniamo da un risultato difficile da ribaltare, ma scenderemo in campo per vincere“.

Vincere, però, non sarà facile e ribaltare il passivo dell’andata lo è ancora meno, visto il momento sicuramente non brillante dell’Inter: “In questo momento ci riesce poco e stiamo giocando male, non ha senso negarlo. Sta a me che sono l’allenatore trovare il modo di ridare ai miei ragazzi sicurezze che ora sembrano smarrite. Mancano dieci partite, è un mini campionato. Ritroviamo sicurezze, poi ci sarà il tempo dei processi”.

Come fare, allora, per uscire da questa crisi? “Come si fa a ritrovare la serenità? La serenità è il termine sbagliato, un allenatore non deve perdere la lucidità. Mi riconosco come qualità quella del lavoro sul campo, pensare al campo è fondamentale. Domenica nella ripresa contro il Bologna è come se ci fossimo sbloccati, ora sono concentrato sulle restanti partite. Dentro di me so che sarò giudicato per quello che faremo d’ora in poi. Il presidente Moratti è arrabbiato, ma lo siamo anche noi”.

Infine, il tecnico nerazzurro dice di non sentirsi all’ultima spiaggia e spiega: “Se mi sento all’ultima spiaggia? Onestamente no, credo che il mio lavoro verrà giudicato a fine stagione. Poi magari il presidente decide di cacciarmi dopo la Sampdoria... Ma da lui percepisco fiducia e sostegno maggiori dopo una brutta sconfitta, non potrò mai dire che non mi ha sostenuto al 100%. Lui è il presidente e comunque può decidere”.

Fonte: passioneinter.com

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Calciomercato

L’Inter potrebbe mollare anche Gargano!

19.04.2013 16:01

Mancano ormai solo 6 giornate alla fine del campionato e poco più di un mese all’inizio di giugno. Le strategie di mercato quindi cominciano a delinearsi e l’Inter incomincia a fare i conti per calcolare quale potrà essere la disponibilità economica.

Le prime questioni da affrontare riguardano i prestiti con diritto di riscatto, come quello di Walter Gargano. L’ Inter dovrebbe pagare 6 milioni al Napoli per avere l’uruguaiano a titolo definitivo, ma ora non sembra essere più disposta a pagare quella cifra, per diversi motivi.
Innanzitutto la dirigenza nerazzurra non è rimasta del tutto soddisfatta dalle prestazioni di Gargano, nonostante sia stato l’unico centrocampista a mantenere un elevato livello di forma fisica fino al tracollo di tutta la squadra.
In secondo luogo l’Inter non sembra voler investire tutti quei soldi per un solo giocatore, visto che dovrà provare a rivoluzionare la squadra con un budget ridotto e senza l’appeal della Champions League.

Per queste ragioni la società sarebbe intenzionata a ridiscutere l’accordo con il Napoli, puntando ad una comproprietà. Questo è ciò che racconta Tuttomercatoweb, che prevede il raggiungimento di un accordo tra le due società, considerando i buoni rapporti tra Moratti e De Laurentiis. Rimane però la possibilità che l’Inter rinunci del tutto a Gargano o che i due club non trovino una soluzione. In tal caso la squadra perderebbe un altro pezzo dopo appena una stagione di permanenza.

Fonte: passioneinter.com

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Nel mondo nerazzurro

Suarez: “Strama ha le sue colpe! Invece la preparazione di Zeman…”

19.04.2013 15:57

Luis Suarez è stato intervistato da Radio Manà Manà, che ha voluto sapere dall’ex giocatore e dirigente nerazzurro quale era il suo parere sull’attuale situazione della sua Inter, dopo la bruciante sconfitta in Coppa Italia.

Luisito ha evidenziato per esempio la palese differenza di condizione fisica tra l’Inter e la Roma. Secondo lui la preparazione svolta da Zeman ha avuto i suoi frutti ed ora giocatori come Totti si trovano nel pieno della loro forma fisica. Discorso diverso vale invece per l’Inter, che paga tale lacuna anche sotto il punto di vista degli infortuni.
Suarez non commenta con eccessivo entusiasmo neanche la prestazione di Alvarez: “il giocatore che lo marcava più da vicino stava a venti metri: quando la partita si è fatta vera, per lui si è fatta notte!”

L’ex nerazzurro ne ha anche per Stramaccioni, che però non considera ovviamente l’unico colpevole di questa stagione disastrosa: “non ha di certo tutte le colpe, che vanno suddivise, ma va detto che la squadra è carente nel gioco e che non ha inserito nessun giovane.”
“Per lui sarà dura la riconferma il prossimo anno”, ha concluso Suarez.

Fonte: passioneinter.com

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