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Inter, l’orlo della crisi è vicino. Il prossimo anno sarà rivoluzione?

11.03.2013 12:57

Moratti furioso potrebbe decidere nel cambio radicale,di una società sempre più allo sbando

“Un’idea che non trova posto a sedere è capace di fare la rivoluzione…”. Così nel lontanissimo 1957 Leo Longanesi, emiliano di nascita ma milanese d’adozione, riportava nella sua opera ‘La sua Signora’. Una frase che, ad oggi, sembra richiamare l’attuale situazione che si sta vivendo in casa Inter. L’idea che non trova posto a sedere è quella di un progetto ‘latitante’, di un progetto che avrebbe dovuto portare i nerazzurri ad un mix tra giovani, dal futuro interessante, e veterani in grado di dare esperienza a questa squadra. Un’idea che sembra essersi persa negli arrivi di Gargano, Mudingayi, Rocchi, Alvaro Pereira, Silvestre, Jonathan, Schelotto, e di Andreolli e Campagnaro per la prossima stagione. Un progetto naufragato, prima ancora di partire, che ha nella dirigenza, in primis, e nel tecnico i veri colpevoli.Siena, Fiorentina, Tottenham e Bologna hanno mostrato tutti i limiti di questa Inter che, salvo miracoli, difficilmente riuscirà a centrare il vero obiettivo del terzo posto, e ancor di più ribaltare il risultato di Londra. Una stagione che potrebbe terminare in maniera fallimentare, ma soprattutto che potrebbe portare ad una vera e propria rivoluzione da parte di Moratti. Nonostante Marco Branca sia fiducioso riguardo il suo futuro, qualora Moratti decidesse in un restyling societario è chiaro come il primo a lasciare l’Inter sia proprio il mai amato (dai tifosi) dt. Di questo ne è sicuro il ‘Corriere dello Sport’ che, proprio alcuni giorni fa, aveva pubblicato un articolo riguardo la guerra di bande all’interno del club nerazzurro, tra le quali spicca proprio quella di Branca. I tifosi dell’Inter attendono, con ansia, di sapere cosa aspettarsi dal futuro, perché, giusto per scomodare un grande storico come Gramsci, “Ogni movimento rivoluzionario è romantico, per definizione…”

Fonte: Luigi Perruccio - interlive.it

Inter-Bologna 0-1: decide Gilardino. Notte fonda per i nerazzurri

11.03.2013 12:51

Pessima partita della squadra di Stramaccioni, che non approfitta degli scivoloni di Napoli e Lazio in chiave Champions. Decide un gol dell'ex milanista nella ripresa

 

Il calcio, come la vita, è fatto di priorità. In casa Inter quella assoluta è la qualificazione in Champions, lo sanno anche i sassi. Il problema per Stramaccioni, dopo la sconfitta per 1-0 col Bologna, è che se l’Inter è questa diventa utopia parlare di qualunque obiettivo. Stanchezza fisica, con la sensazione che gli avversari, si chiamino Gareth Bale o Lazaros Christodoulopoulos, ne abbiano sempre di più. Gioco prevedibile, a una sola velocità. L’Inter, dopo un primo tempo che fa arrabbiare anche la parte più tranquilla dei tifosi, prova a metterci intensità. Ma fa una fatica tremenda a creare occasioni, sia centralmente che dagli esterni.

QUASI A SPECCHIO — Le due squadre sono messe a 4 dietro, due mediani davanti alla difesa, una punta centrale e un trequartista, Guarin e Diamanti, a interpretare il ruolo in maniera diversa. Alino fa cantare la palla con quel sinistro da eletto del calcio, il colombiano vorrebbe prendere e andare in porta coi suoi strappi. La partenza del Bologna sembra quella del Tottenham giovedì scorso. La differenza è che gli emiliani non fanno gol. Carrizo battezza l’esordio nerazzurro con un’uscita a farfalle, non punita da Sorensen di testa. Gabbiadini, ammirevole per come ripiega a sinistra su Zanetti, spreca col destro. E Gilardino, messo in porta da un no look alla Magic Johnson di Diamanti, calcia fuori di poco.
INTER, DOVE SEI? — Dice bene all’Inter, lo 0-0 dell’intervallo. Curci si scalda in un paio di uscite tranquille. Perché la produzione offensiva dell’Inter è pari a quella di cocco in Siberia. Il nulla. Benassi, classe 1994 piazzato a sinistra, non è ancora pronto per questi livelli, Schelotto non ne azzecca una e Palacio non ha una palla giocabile. Gargano serve solo quando devi recuperare palla e Stankovic è al 2% della condizione.
BREVE FIAMMATA — Strama riparte nella ripresa con Cassano per Benassi, mentre Pioli deve cambiare Sorensen, acciaccato, con Naldo. L’Inter sembra metterci più voglia. Conquista un paio di corner, chiude il Bologna in area. Questione solo di minuti però. Diego Perez, migliore in campo, mette sul destro di Gilardino la palla dell’1-0. Il Gila, in posizione dubbia, incrocia col destro e fa 1-0. Pioli si copre subito con Krhin per l’uomo-partita. Taider avanza nella posizione di trequartista, la prima in cui si è fatto apprezzare in A e Gabbiadini fa il centravanti. Stramaccioni leva Stankovic e Schelotto per Kovacic e Cambiasso. Nessuno riesce a dare la svolta. Il croato vede il gioco, ma con gli spazi chiusi crea pochino. Cassano offre solo un paio di fiammate. Curci si guadagna il voto con le parate sul destro di Guarin e sul colpo di testa di Cambiasso. Mentre Carrizo si fa vedere con la respinta su Krhin. Il Bologna si mette al riparo: non che rischiasse qualcosa, ma a 35 si sta proprio sereni. L’Inter, visto che il treno Champions pare più l’accelerato della Val Gardena, resta in corsa per il terzo posto. A guardare solo i numeri però: se il livello da qui alla fine sarà quello di stasera le speranze sono pari a zero.

 

Fonte: Jacopo Jerna - gazzetta.it

Inter, Berti disperato: “Che confusione! Ma Stramaccioni…”

09.03.2013 09:35

L'ex giocatore nerazzurro: "Contro il Tottenham squadra imbarazzante"

 

Tre schiaffi dal Tottenham, in pratica eliminata dall’Europa League con novanta minuti d’anticipo. Disastro Inter in quel di Londra, la disperazione (sportiva, ndr) di Nicola Berti: “Serata deludente sotto tutti i punti di vista – ha dichiarato l’ex giocatore nerazzurro ai microfoni di ‘calciomercato.it’ (leggi qui) -. La squadra è stata imbarazzante, spero che ora ci sia una reazione immediata, proprio domenica contro il Bologna. Il terzo posto resta l’obiettivo primario”. Tecnico e molti giocatori sono ora in bilico, ecco l’opinione di ‘Cavallo Pazzo’: “Su Stramaccioni è stato fatto un investimento, poi io lo considero un allenatore preparato: gli darei ancora fiducia“. Come vedi il futuro dell’Inter? “Non lo so, per ora vedo solo molta confusione“, ha concluso Berti.

Nella foto: Nicola Berti con Roberto Scarpini - inter.it

 

Fonte: interlive.it

Inter, ennesima lezione europea

08.03.2013 12:49

Il Tottenham annichilisce una squadra anacronistica

 

Non è la prima, probabilmente nemmeno l’ultima. Se non cambieranno le cose, se la squadra resterà tale, e se al massimo cambierà tre o quattro giocatori la prossima estate, i tifosi interisti dovranno mettersi l’anima in pace: una mano sul cuore e una davanti agli occhi. Assistere a tale scempio tecnico, ma soprattutto agonistico, non avrà fatto piacere a nessuno. Né ai poveri commentatori, quelli obiettivi, né a Massimo Moratti (and family), spettatore non pagante ieri al ‘White Hart Lane’, e primo responsabile del tracollo sportivo, che ha origini lontane. La sua Inter è stata strapazzata dal Tottenham (3-0), squadra veloce, compatta, che pratica un gioco semplice: interdizione a centrocampo, fraseggi rapidi, movimenti coordinati – avevano sempre un uomo libero da marcature – e manovra ampia: le fasce, era prevedibile avendo a disposizione esterni come Walker, Lennon e così via, sono state il loro punto di forza, e di conseguenza il debole dell’Inter, ma anche il male minore. Zanetti-Alvarez e Juan Jesus-Pereira, coppie male assortite, goffe e fisicamente di un’altra categoria, ovviamente inferiore, agli esterni inglesi: fustigatori delle loro facce assopite. Bale ha spodestato l’orrida linea centrale dei nerazzurri, Cambiasso e Gargano sono stati letteralmente sovrastati dalla brillantezza e dai riflessi, come quelli di un grande portiere, dei mediani in divisa bianca, Dembelé e Parker, ottimi giocatori diventati maestosi nel confronto con i due spaesati di turno: perché è sbagliato, lapalissiano, puntare su un trentatreenne a corto di fiato e con malanni continui, soprattutto nei palcoscenici europei; e su un uruguagio dai piedi rudi, un umile gregario che a Milano è stato scambiato per un gemoetra aspirante architetto. Poi c’è il giovane (Kovacic), quello pagato tanto, ma che oggi non vale certo più di un Benassi: il croato è stato centrifugato in una squadra lenta, prevedibile e arrendevole. Attendiamo, però, di veder da lui un pizzico di personalità in più; di verve, come dicono i francesi.Così come da Cassano, anche se le speranze sono poche: l’attaccante barese, dai grandi numeri ma dall’andatura cadenzata, non è proponibile a certi livelli e a ritmi di gioco così alti. E’ pur vero che, in particolare nel primo tempo, sia stato l’unico a smuovere le sicurezze della retroguardia londinese, inoperosa, eccezion fatta per le due grandi occasioni capitate sui piedi di Alvarez (un manichino) e Palacio. Stramaccioni, almeno nell’undici iniziale, non poteva fare altrimenti. Spaventa, pero, questo lassismo dei suoi giocatori, non concentrati in una partita comunque importante e prestigiosa. Ha, forse, preparato la gara nel peggiore dei modi, presentandosi nella conferenza stampa della vigilia con queste parole: “Onoreremo al massimo la partita di domani, ma il nostro obiettivo primario resta il terzo posto in campionato“. Insomma, una resa anticipata. L’ennesima: tra Schalke 04, Marsiglia e Tottenham, l’Inter negli ultimi tre anni ha subito 12 gol nelle sfide europee a eliminazione diretta. Avvisaglie, quindi, ce n’erano già state: ma, evidentemente, qualcuno ha preferito cambiare canale, e allenatori, anziché intervenire in modo diretto, e anche brusco, su una rosa d’altri tempi: su una squadra, ormai, anacronistica.

 

Fonte: interlive.it

Qui Londra: Strama e la probabile Inter

07.03.2013 17:47

Chivu e Kovacic dal primo minuto: Il tecnico nerazzurro sceglie il 4-3-2-1

Riserve sciolte, dubbi e misteri risolti. Circa quattro ore alla supersfida del ‘White Hart Lane’, Stramaccioni sembra abbia svelato ai propri giocatori chi scenderà in campo questa sera per contrastare lo straripante Tottenham. Ranocchia e Guarin non in campo (fonte: ‘Sky Sport’), al massimo in panchina. Davanti Palacio e il ‘ribelle’ Cassano. I due cambieranno spesso posizione nel corso della partita: A supporto, Ricardo Alvarez. Centrocampo a tre: Kovacic, regista o mezz’ala sinistra. Poi Cambiasso e Gargano. Dietro, linea a quattro: Zanetti e Pereira sulle fasce, Chivu e Juan Jesus i centrali. ‘Muraglia’ Handanovic tra i pali. Londra aspetta… l’Inter!

 

Fonte: interlive.it

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Calciomercato

L’Inter potrebbe mollare anche Gargano!

19.04.2013 16:01

Mancano ormai solo 6 giornate alla fine del campionato e poco più di un mese all’inizio di giugno. Le strategie di mercato quindi cominciano a delinearsi e l’Inter incomincia a fare i conti per calcolare quale potrà essere la disponibilità economica.

Le prime questioni da affrontare riguardano i prestiti con diritto di riscatto, come quello di Walter Gargano. L’ Inter dovrebbe pagare 6 milioni al Napoli per avere l’uruguaiano a titolo definitivo, ma ora non sembra essere più disposta a pagare quella cifra, per diversi motivi.
Innanzitutto la dirigenza nerazzurra non è rimasta del tutto soddisfatta dalle prestazioni di Gargano, nonostante sia stato l’unico centrocampista a mantenere un elevato livello di forma fisica fino al tracollo di tutta la squadra.
In secondo luogo l’Inter non sembra voler investire tutti quei soldi per un solo giocatore, visto che dovrà provare a rivoluzionare la squadra con un budget ridotto e senza l’appeal della Champions League.

Per queste ragioni la società sarebbe intenzionata a ridiscutere l’accordo con il Napoli, puntando ad una comproprietà. Questo è ciò che racconta Tuttomercatoweb, che prevede il raggiungimento di un accordo tra le due società, considerando i buoni rapporti tra Moratti e De Laurentiis. Rimane però la possibilità che l’Inter rinunci del tutto a Gargano o che i due club non trovino una soluzione. In tal caso la squadra perderebbe un altro pezzo dopo appena una stagione di permanenza.

Fonte: passioneinter.com

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Nel mondo nerazzurro

Suarez: “Strama ha le sue colpe! Invece la preparazione di Zeman…”

19.04.2013 15:57

Luis Suarez è stato intervistato da Radio Manà Manà, che ha voluto sapere dall’ex giocatore e dirigente nerazzurro quale era il suo parere sull’attuale situazione della sua Inter, dopo la bruciante sconfitta in Coppa Italia.

Luisito ha evidenziato per esempio la palese differenza di condizione fisica tra l’Inter e la Roma. Secondo lui la preparazione svolta da Zeman ha avuto i suoi frutti ed ora giocatori come Totti si trovano nel pieno della loro forma fisica. Discorso diverso vale invece per l’Inter, che paga tale lacuna anche sotto il punto di vista degli infortuni.
Suarez non commenta con eccessivo entusiasmo neanche la prestazione di Alvarez: “il giocatore che lo marcava più da vicino stava a venti metri: quando la partita si è fatta vera, per lui si è fatta notte!”

L’ex nerazzurro ne ha anche per Stramaccioni, che però non considera ovviamente l’unico colpevole di questa stagione disastrosa: “non ha di certo tutte le colpe, che vanno suddivise, ma va detto che la squadra è carente nel gioco e che non ha inserito nessun giovane.”
“Per lui sarà dura la riconferma il prossimo anno”, ha concluso Suarez.

Fonte: passioneinter.com

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