News
Villas Boas: «L'Inter di Mourinho? Bei ricordi»
06.03.2013 18:28
Il tecnico del Tottenham ritrova i nerazzurri: «Sono ancora molto legato a quei colori»
LONDRA - La rivincita di Andrè Villas Boas si sta consumando a White Hart Lane: liquidato frettolosamente dal Chelsea, l'ex allievo di Josè Mourinho attende in Europa League l'Inter senza timori reverenziali. Perchè il Tottenham sta attraversando il suo migliore momento di forma, in serie positiva da 12 giornate di Premier League. Grazie al successo nell'ultimo turno contro gli arcirivali dell'Arsenal, la quarta vittoria consecutiva, gli Spurs hanno riguadagnato il terzo posto in classifica. La qualificazione alla prossima Champions League resta l'obiettivo dichiarato del giovane tecnico portoghese. "In un certo senso assomigliamo all'Inter perchè abbiamo obiettivi comuni - ha spiegato alla vigili adell'andata degli ottavi di Europa League -. I nerazzurri hanno dimostrato grande grinta a Catania rimontando una partita difficile. Ma anche noi stiamo attraversando un buon momento".
RICORDI NERAZZURRI - Inevitabile ritornare ai suoi anni ad Appiano Gentile, quando Villas Boas era ancora un osservatore di Mourinho. "Sono ancora molto legato all'Inter, ogni settimane mi sento con almeno due o tre persone di quell'ambiente - ha raccontato il manager degli Spurs -. È stata una scelta difficile andarmene ma volevo lavorare di più con la prima squadra e con Mourinho non è stato possibile. Ne abbiamo parlato e ci siamo lasciati in buonissimi rapporti, gli sarò sempre riconoscente". Parole di stima sincera anche per il suo avversario giovedì sera, Andrea Stramaccioni: "Merita di essere dove si trova perchè lo scorso anno ha fatto molto bene quando è subentrato a Ranieri. Ha tutte le qualità per diventare un grande allenatore anche se per lui, come per tutti i tecnici dell'Inter, è molto difficile per via dei continui paragoni con Mourinho".
Fonte: corrieredellosport.it
Inter, Mourinho: “Con Moratti ho raggiunto un accordo”
06.03.2013 18:24
Il portoghese ha parlato del suo vecchio club al termine della sfida con lo United
Qualche ora fa il suo Real Madrid ha eliminato dalla Champions League il Manchester United. Mourinho, bravo e fortunato, al termine del match dell’Old Trafford, si è lanciato nelle ormai solite ‘sviolinate’ nei confronti dell’Inter, sua vecchia squadra, e del suo presidente: “Con Moratti ho raggiunto un accordo – ha dichiarato il tecnico portoghese ai microfoni di ‘Mediaset’ -. Gli ho detto che se raggiungerà la finale di Europa League, andrò a vederla in tribuna affianco a lui“.
Fonte: interlive.it
Catania-Inter 2-3: gol di Bergessio, Marchese, R. Alvarez e doppio Palacio
04.03.2013 12:01
Nerazzurri inguardabili nel primo tempo, poi entra l'ex Genoa che serve l'assist e firma la doppietta che ribalta il risultato. Lazio agganciata, Milan a un punto
Si possono dire molte cose sull'Inter. Gruppo probabilmente sopravvalutato dopo il blitz a Torino con la Juve. Di sicuro però l'orgoglio è quello della grande squadra. E certe individualità possono cambiare le partite. A Catania i nerazzurri vincono 3-2 dopo un primo tempo semplicemente orrendo. La chiave, oltre a quella voglia di non mollare già vista nel derby, si chiama Rodrigo Palacio. L'argentino entra e cambia la partita, servendo un assist e segnando la doppietta che vale molto più di tre punti. Recrimina il Catania, che dopo aver sciupato il 3-0 con Bergesso si abbassa troppo e finisce in difficoltà. Certi discorsi europei forse sono stati affrettati: la squadra è buona, ma con limiti evidenti.
INADEGUATA — Stramaccioni, privo tra gli altri di Ranocchia, Cassano, Milito, Samuel e Nagatomo, piazza Schelotto e Ricky Alvarez sulle fasce, con Guarin che è l'uomo più vicino a Rocchi. Proprio l'ex laziale nei 45' in campo mostra più ruggine addosso di un tombino secolare, contribuendo a lasciare bianco il foglio delle occasioni dell'Inter. Ovvio, non può essere solo colpa sua. Ma è difficile pensare di fare male con un giocatore che con Petkovic era la riserva di Floccari, primo rimpiazzo di Klose.
CATANIA CINICO — Il Catania, senza Barrientos, Legrottaglie e con Almiron (non al meglio) in panchina, ha la strada spianata dopo 7' da un erroraccio di Juan Jesus, che per proteggere la rimessa dal fondo finisce col servire l'assist a Bergessio. L'argentino non sbaglia. I problemi dell'Inter sono i soliti: gioco molto prevedibile, lento e con poche varianti. L'unica soluzione sono gli strappi di Guarin. Se poi la difesa nerazzurra ci mette del suo anche nel 2-0 del Catania, lasciando saltare Marchese sul secondo palo dopo la punizione di Lodi, i demeriti dell'Inter aumentano.
DECISIVI — Non ci vuole un master con lode a Coverciano per capire che l'Inter va cambiata. Strama, molto soddisfatto a fine partita, si gioca nell'intervallo le carte Stankovic (per un mediocre Kuzmanovic) e Palacio (per Rocchi). Bergessio si conferma tutt'altro che infallibile davanti alla porta calciando su Handanovic la palla del 3-0. Da quel momento inizia un'altra partita. I siciliani stanno bassi e faticano a ripartire. E Palacio ci mette 2' a far capire a Rolin che è giocatore ben diverso da Rocchi. L'ex Genoa salta secco la riserva di Legrottaglie e mette sulla testa di Alvarez, fin lì irritante, la palla del 2-1. Sale di tono tutta l'Inter, esterni compresi: Pereira arriva al cross dalla sinistra e con Schelotto contribuisce ad allargare il Catania. Prima è Guarin su cross dell'uruguaiano a fallire di testa, poi è Palacio a non perdonare gli incerti centrali del Catania.
GRAN RIMONTA — Il Catania sente il cazzotto in faccia. Alla difficoltà fisica si aggiunge quella mentale. L'Inter non smette di spingere e la difesa siciliana fatica molto, sia negli uno contro uno che nei movimenti di squadra. Andujar salva due volte su Schelotto, il destro di Cambiasso esce di nulla. Ma proprio il Cuchu, entrato alla grande in partita per Guarin, riceve da Palacio e gli restituisce palla dopo aver messo a sedere Rolin. Il Trenza non sbaglia e completa il capolavoro. Lazio agganciata e terzo posto del Milan distante solo un punto. E giovedì ci sono il Tottenham e Gareth Bale in Europa League: si affronteranno con un'autostima ritrovata, impensabile dopo i primi 45'.
Fonte: gazzetta.it
Catania-Inter 2-3: è la rimonta di Don Rodrigo e dei suoi “bravi” senatori. Ecco le pagelle
04.03.2013 11:56
HANDANOVIC: 6 - Raccoglie due palloni dalla rete, primo tempo da spettatore del naufragio nerazzurro, secondo tempo con rimpianto per il cartellino giallo che gli farà saltare la prossima partita, stavolta non è chiamato ai soliti miracoli. INCOLPEVOLE.
JUAN JESUS: 4,5 - L’errore sul primo gol del Catania è l’abc di tutto quello che un difensore non deve fare nella marcatura di un attaccante, si fa fregare come un pivellino da Bergessio, poi entra in tilt e non ne combina più una giusta, il pallone ai suoi piedi scotta. A questi livelli queste ingenuità si pagano e caro. IMBAMBOLATO.
CHIVU: 5,5 - Rispetto al compagno di reparto va decisamente meglio ma nel primo tempo alcuni disimpegni sono francemente imbarazzanti, le marcature un pò troppo leggere e gli attaccanti del Catania non sanno più come leccarsi i baffi. Secondo tempo decisamente migliore ma da uno della sua esperienza ci si aspetta di più. DISTRATTO.
PEREIRA: 5,5 - Terrorizzato all’idea di calcare ogni campo di gioco d’Italia, anche questa volta non si smentisce e Pablo Alvarez lo brucia puntualmente, secondo tempo con un pò più di intraprendenza ma non basta. ENNESIMA BOCCIATURA.
ZANETTI: 6,5 - Nel primo tempo imbarazzante di marca nerazzurra, è quello che prova a dare la scossa e a riordinare le idee, riesce a limitare il Papu Gomez. Saggezza e unico appiglio in una squadra allo sbando. Chissà come ha motivato i suoi compagni negli spogliatoi visto la rimonta…SAGGEZZA ALLO STATO PURO.
KUZMANOVIC: 5 - Disastro davanti alla difesa, inghiottito dai centrocampisti rossazzurri è più lento della moviola di Alvarez e in fase di costruzione alzi la mano chi si ricorda una sua iniziativa. INCONSISTENTE.
STANKOVIC (dal 46′): 6,5 - Piazzato davanti alla difesa, distribusce palloni e riorganizza un centrocampo allo sbando, l’età lo può portare a ritagliarsi un ruolo alla Pirlo, Stramaccioni ci pensi! DETERMINATO.
GARGANO: 6 - Nel primo tempo non pervenuto, la sua corsa manca maledettamente alla causa, nel secondo tempo ricarica le batterie e morde le caviglie avversarie. DOPPIA FACCIA.
GUARIN: 6 - Partita non indimenticabile del Guaro, si scuote un pò nella ripresa ed esce acciaccato.
CAMBIASSO (dal 76′): 7 - Decisivo alla vecchia maniera, va vicino al gol della vittoria prima e poi è freddo e altruista serve a Palacio una palla con scritto spingimi in rete. DECISIVO.
SCHELOTTO: 6,5 - Nel primo tempo è il migliore, non molla mai e stringe i denti, prende botte e si lancia su tutti i palloni, quando ha un pò di spazio prova a creare sempre qualcosa. Ripresa dove ci prova due volte, spirito da combattente dal primo all’ultimo minuto. COMBATTENTE.
ALVAREZ: 6 - Soliti errori, soliti movimenti a rallentatore, morbidezza e leggerezza da ballerina di danza classica e sindrome da sinistro che lo porta anche ad un metro dalla porta a cercare il sinistro perdendo l’attimo fuggente, rispetto al solito ci sono due elementi in più, non da poco, il gol che scuote i suoi su bel tuffo di testa e la tenacia con la quale, specie nel secondo tempo, va alla ricerca del pallone. LAMPI DI VITA.
ROCCHI: 5 - Nei primi 45 minuti la squadre non ha nè capo nè coda e la colpa non può essere solo sua, è servito poco e male, certo che lui non ci mette proprio i mezzi per tentarci. Prova opaca del “vice-Milito”. SPAESATO.
PALACIO: 8,5 - Il suo ingresso coincide con la scossa nerazzurra che diventa riscossa proprio grazie ai suoi gol, due e al suo assist in occasione del gol di Alvarez, abituati alla presenza-assenza di Rocchi i difensori rossazzurri vanno nel pallone quando si trovano al loro cospetto una scheggia impazzita che corre su tutto l’arco d’attacco, destra-sinistra-centro, concreto come pochi in zona gol. Come un solo giocatore può cambiare la storia di una partita. Don Rodrigo a comandare e i suoi bravi a seguirlo in una rimonta storica. ESSENZIALE.
STRAMACCIONI: 7 - Nel primo tempo vorrebbe forse essere altrove, in una spiaggia deserta o in qualsiasi altro campo d’Italia ma non lì al Massimino a vedere lo spettacolo indecente offerto dai suoi, non si scompone e prova a raddrizzare il raddrizzabile, due cambi decisivi e una scossa che deve essere arrivata per forza dalla sue parole negli spogliatoi, un mesaggio da squadra ad allenatore, un’unità di intenti, non si vinceva fuori casa dalla notte di Torino. Sarà un fuoco di paglia o è la svolta?
Fonte: passioneinter.com
Inter, nervi a fior di pelle: furiosa lite tra Stramaccioni e Cassano
02.03.2013 09:43
Alcuni giocatori e Ivan Cordoba placano nello spogliatoio la clamorosa 'scazzottata'
La bomba è scoppiata. Nel momento meno adatto, forse nel peggiore. A poche ore di una trasferta delicata, soprattutto importante per il famoso obiettivo stagionale, il terzo posto. Chi nasce tondo, non può morire quadrato. Nessuno può cambiare il carattere, la personalità, o stoppare per sempre le uscite di testa di Cassano. Nessuno, nemmeno l’Inter. L’attaccante nerazzurro, carezze e baci (e volgarità) nella conferenza stampa di presentazione dello scorso agosto, ci ha messo poco più di sei mesi per esplodere, per mostrare a tutti, anche agli interisti, la sua vera natura, il suo volto originale. Non che prima indossasse una maschera, tutt’altro, è che neanche lui sa, come e quando, il suo ‘pazzo melone’ possa dar sfogo alla sua irrefrenabile escandescenza.Fino a ottobre ha deliziato il pubblico del ‘Meazza’, prendendo applausi e complimenti da ogni dove, a partire dal suo allenatore, Andrea Stramaccioni. Che in estate ha avallato e battezzato il suo arrivo alla Pinetina, sacrificando sull’altare della patria i suoi progetti iniziali, improntati, almeno a chiacchiere, su Coutinho, che in breve tempo avrebbe dovuto raccogliere l’eredità di Sneijder, almeno come interprete dietro una o due punte. L’inverno di ‘Fantantonio’ è stato cupo, nero: le prestazioni positive sono drasticamente diminuite, i gol son venuti a mancare, come, forse, la voglia e la sfacciataggine che lo avevano contraddistinto nel periodo iniziale della sua avventura interista.Le frizioni con il giovane tecnico, criticato e perennemente in bilico dopo i pessimi risultati post-vittoria sulla Juventus (3 novembre 2012, 1-3), sono cominciate nell’anno nuovo: la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso, sarebbe caduta il 12 gennaio, nella sfida tra Inter e Pescara. Al 68′ Stramaccioni decise di sostituirlo con Rocchi, cambio che non fu accolto benissimo dal barese, tanto che raggiunse la panchina scurissimo in volto, oltre che visibilmente contrariato.Ieri l’alterco, la lite furiosa: i due, al termine dell’allenamento mattutino, avrebbero iniziato un continuo sproloquio sgarbato su questioni, probabilmente, riguardanti alcune divergenze tecnico-tattiche. Nello spogliatoio, il diverbio avrebbe preso la forma di una volgare ‘scazzottata‘, come si usa dire, spicciola ma difficile da arrestare con una semplice stretta di mano. La lite, infatti, sarebbe stata poi placata da alcuni giocatori (Stankovic su tutti, secondo ‘La Gazzetta dello Sport’) e dal saggio Ivan Cordoba, un altro che in campo, con correttezza, non le mandava certo a dire. Adesso non c’è tempo per processi o inquisizioni varie. C’è, anzittutto, una partita da preparare, e affrontare: domani pomeriggio contro il Catania.Moratti oggi sarà alla Pinetina, una visita prevista, ma che ora casca a fagiolo: il presidente ha ora il compito di placare gli animi, di rasserenare – se ci riesce – l’ambiente in ciminiera. E di ‘cantarne quattro‘ al sciur Cassano. L’attaccante, visto l’indisponibilità di Milito e le precarie condizioni di Rocchi, resta tutto’ora un punto fermo dell’Inter, e almeno fino al termine della stagione le gerarchie non potranno cambiare. A giugno, come ovvio che sia, dovranno esser fatte le giuste valutazioni. In questi giorni si è parlato di un’ipotesi rinnovo per l’ex rossonero, notizia, però, smentita proprio ieri dal presidente nerazzurro. La bomba ormai è esplosa, ma non c’è da meravigliarsi più di tanto, il ‘personaggio’ in questione era (ed è) molto più che recidivo.
Fonte:interlive.it
Calciomercato
L’Inter potrebbe mollare anche Gargano!
19.04.2013 16:01
Mancano ormai solo 6 giornate alla fine del campionato e poco più di un mese all’inizio di giugno. Le strategie di mercato quindi cominciano a delinearsi e l’Inter incomincia a fare i conti per calcolare quale potrà essere la disponibilità economica.
Le prime questioni da affrontare riguardano i prestiti con diritto di riscatto, come quello di Walter Gargano. L’ Inter dovrebbe pagare 6 milioni al Napoli per avere l’uruguaiano a titolo definitivo, ma ora non sembra essere più disposta a pagare quella cifra, per diversi motivi.
Innanzitutto la dirigenza nerazzurra non è rimasta del tutto soddisfatta dalle prestazioni di Gargano, nonostante sia stato l’unico centrocampista a mantenere un elevato livello di forma fisica fino al tracollo di tutta la squadra.
In secondo luogo l’Inter non sembra voler investire tutti quei soldi per un solo giocatore, visto che dovrà provare a rivoluzionare la squadra con un budget ridotto e senza l’appeal della Champions League.
Per queste ragioni la società sarebbe intenzionata a ridiscutere l’accordo con il Napoli, puntando ad una comproprietà. Questo è ciò che racconta Tuttomercatoweb, che prevede il raggiungimento di un accordo tra le due società, considerando i buoni rapporti tra Moratti e De Laurentiis. Rimane però la possibilità che l’Inter rinunci del tutto a Gargano o che i due club non trovino una soluzione. In tal caso la squadra perderebbe un altro pezzo dopo appena una stagione di permanenza.
Fonte: passioneinter.com
Nel mondo nerazzurro
Suarez: “Strama ha le sue colpe! Invece la preparazione di Zeman…”
19.04.2013 15:57
Luis Suarez è stato intervistato da Radio Manà Manà, che ha voluto sapere dall’ex giocatore e dirigente nerazzurro quale era il suo parere sull’attuale situazione della sua Inter, dopo la bruciante sconfitta in Coppa Italia.
Luisito ha evidenziato per esempio la palese differenza di condizione fisica tra l’Inter e la Roma. Secondo lui la preparazione svolta da Zeman ha avuto i suoi frutti ed ora giocatori come Totti si trovano nel pieno della loro forma fisica. Discorso diverso vale invece per l’Inter, che paga tale lacuna anche sotto il punto di vista degli infortuni.
Suarez non commenta con eccessivo entusiasmo neanche la prestazione di Alvarez: “il giocatore che lo marcava più da vicino stava a venti metri: quando la partita si è fatta vera, per lui si è fatta notte!”
L’ex nerazzurro ne ha anche per Stramaccioni, che però non considera ovviamente l’unico colpevole di questa stagione disastrosa: “non ha di certo tutte le colpe, che vanno suddivise, ma va detto che la squadra è carente nel gioco e che non ha inserito nessun giovane.”
“Per lui sarà dura la riconferma il prossimo anno”, ha concluso Suarez.
Fonte: passioneinter.com
Avviso ai visitatori
Questo sito contiene materiale sportivo frutto di un'attenta ricerca dei nostri collaboratori sulla rete. Varie notizie potrebbero appartenere ad altri siti riguardanti lo stesso argomento, in tal caso sarà nostra premura specificarne la fonte. Si ricorda inoltre che il materiale degli articoli verterà per forza di cose verso la società "Fc Internazionale", pertanto si raccomanda ai non interessati di non intromettersi con commenti inutili che, se "provvisti" di un linguaggio offensivo e poco adeguato, non verranno pubblicati.
Disclaimer
Questa web-zine non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornata senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.

Il terzino giapponese ha concluso la sua stagione con l'infortunio rimediato contro il Cagliari




